In questo articolo, riporterò alcuni dei disegni preparatori, prodotti dai più grandi nomi del Rinascimento: Leonardo, Michelangelo e Raffaello, che molto si adoperarono sia nel “sacro” che nel “profano”, tenendo presente cosa tecnicamente il disegno rappresenta per loro.
Si tratta quest’ultimo, di un’ossatura per le realizzazioni finali, uno studio a tutti gli effetti, in cui si possono sperimentare svariate soluzioni mediante un tratto molto più libero e movimentato (è il caso dello schizzo), oppure direttamente riproduce in modo molto fedele, l’effetto definitivo (solitamente è il caso del cartone).
Buona visione.
Ecco Testa di Sant’Anna eseguita da Leonardo.
Sanguigna su pergamena preparata arrossata, cm 19,9 x 14,1.
Venezia, Galleria dell’Accademia.
Per questo disegno sono stati fatti altri nomi, da Leonardo stesso a Francesco Melzi, al Cerano e al Salaino. Sembra un primo abbozzo di un’idea; qui si ha di fronte una prova grafica che rappresenta una versione definitiva, da trasportare immediatamente nel dipinto.
Sotto, ecco “Madonna con bambino che accarezza un gattino” eseguito a penna su carta preparata grigio chiaro, cm 12,8 x 10,5 Firenze, Uffizi.
Appartiene ai disegni giovanili di Madonne, databile verso il 1480, ed è quello più bello sul motivo della Madonna del gatto. “Ha, in più, il mistero, la sottigliezza, la maestà dei più perturbanti tipi femminili di Leonardo” (Berenson)
Ancora sotto, ecco “Madonna con bambino e Sant’Anna”. Sanguigna su carta preparata arrossata, cm 28 x 22,2. Filigrana con mano e fiore a sei petali. Venezia, Galleria dell’Accademia. Catalogato dal Selvatico come autografo di Leonardo e messo in relazione con la tavola del Louvre, è in realtà una “copia assai debole della composizione del Louvre, presa però non dal quadro, ma da un disegno preparatorio per il cartone” (Heydenreich). Esiste una notevole somiglianza col quadro di Cesare da Sesto del Museo Poldi Pezzoli di Milano, in cui manca la figura di Sant’Anna.
Ecco la riproduzione del disegno, studio per il “sogno” in pergamena eseguito da Michelangelo intorno al 1537. Il disegno è uno della serie eseguita per conto di Tommaso Cavalieri. Il disegno è oggi conservato a Londra, collection of Count Antoine Seilern ( Formely Weimar, collection of Grand Duke). Misure cm 39,6 x 27,8, stilo su carta pergamena.
Sotto invece, abbiamo un originale studio di Michelangelo, di una figura sacra destinata alla volta della Sistina dal punto di vista anatomico. Si tratta della celebre Sibilla Libica.
Ed ecco la dolcissima Madonna con il bambino del giovane Raffaello.
Matita nera, tracce di punta metallica e di gessetto su carta bianca, Firenze, Galleria degli Uffizi. La figura della Vergine è incorniciata in un ovale, e sullo sfondo sono appena accennati dei casolari all’interno di un paesaggio. Con linee più deboli, a fatica visibili, è tracciata una cornice rettangolare che esclude le parti estreme del paesaggio. Il disegno è uno studio su due possibili soluzioni compositive per la Madonna del Granduca ora nel Palazzo Pitti di Firenze. Il dipinto presenta diverse varianti: è scomparso il paesaggio, sostituito da uno sfondo scuro, relativamente eccezionale per Raffaello, la visuale non è più quasi dal basso, le mani della Madonna e del Bambino sono in posizioni diverse. Se il disegno presenta dei ripensamenti (nelle mani, ad esempio), non pochi critici l’hanno giudicato superiore al dipinto per coerenza e semplicità compositiva, e per il bellissimo ritratto femminile. La Madonna del Granduca venne realizzata tra la fine del 1504 e l’inizio del 1505, e il disegno può risalire al 1504.
Le misure del disegno sono 21,3×18,4 cm.
Nel San Giorgio a cavallo, Le figure del santo a cavallo e del drago presentano le stesse dimensioni del dipinto omonimo conservato al Museo del Louvre, e le tracce di puntinatura confermano che il foglio venne utilizzato come cartone per il quadro. Il drago è già trafitto al collo da un frammento di lancia; nel dipinto tre spezzoni di lancia sostituiranno i particolari macabri del teschio e della tibia, comparirà la principessa fuggente e sarà più curato il paesaggio. Databile intorno ai primi mesi del 1505; l’attribuzione a Raffaello non è mai stata posta in dubbio, e l’impennata del cavallo richiama ancora una volta il gruppo dei Di oscuri.
In Abramo e i tre Angeli, ancora Raffaello usa una carta preparata in marroncino di 18,7×23,7 cm. Penna a inchiostro bruno, con tracce di lumeggiature bianche, traccia a carboncino, quadrettatura a carboncino.
Vienna, Graphische Sammulung Albertina. Modello per un affresco delle logge vaticane. Gli angeli sembrano ancora in movimento, nel gesto di avvicinarsi ad Abramo inginocchiato. Quello al centro, l’angelo che parla, assomiglia all’Apollo del Belvedere; seminascosta dietro la porta della casupola appare Sara. Sullo sfondo, un paesaggio montano e un corso d’acqua appena accennato. Raffaello iniziò a progettare gli affreschi delle logge nel 1516







